Comunicato Stampa di Confagricoltura Sardegna sulla PSA

Con la Deliberazione della Giunta regionale n. 47/3 del 25.11.2014 - Disegno di legge concernente “Disposizioni urgenti per l’eradicazione della peste suina africana”, tra le altre cose è stata istituita una Unità di progetto per l’eradicazione della PSA in Sardegna.

La stessa delibera ha dato mandato all’Unità di progetto di predisporre, entro venti giorni dall’approvazione della deliberazione citata, un Piano d’azione straordinario per il contrasto e l’eradicazione della PSA in Sardegna.

L’ Unità di progetto ha predisposto il Piano d’azione straordinario per il contrasto e l’eradicazione della PSA in Sardegna, che è adottato dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 50/17 del 16.12.2015.

Con Determinazione n. 86 dell’11.2.2015 Il Direttore generale della Presidenza della Regione Sardegna, Responsabile dell’Unità di Progetto, ha emanato il primo provvedimento attuativo del programma straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana 2015-2017 recante disposizioni relative alla attuazione delle attività di formazione e informazione e con Determinazione n. 87 dell’11.2.2015 ha emanato il Secondo provvedimento attuativo del Programma straordinario di eradicazione della Peste Suina Africana 2015-2017, recante norme e disposizioni sul controllo della malattia nei suini domestici e lungo la filiera di produzione delle carni suine per l’anno 2015.

Lo stesso Responsabile dell’Unità di Progetto, con Determinazione n. 1 del 27.04.2015, ha modificato la determinazione n. 87 dell’11.2.2015 e con Determinazione n. 2 dell’08.06.2015 ha modificato la n. 1 del 27.04.2015.

Nel mese di gennaio 2015 l’Unità di progetto ha convocato le Organizzazioni Agricole per esporre il Piano. Da allora silenzio assoluto nonostante le richieste formali per un incontro sull’aggiornamento della situazione relativa all’applicazione del Piano di eradicazione.

Pertanto, sull’attività dell’Unità di progetto a parte l’enunciazione contenuta nei documenti citati nulla si sa, c’è una assoluta mancanza di informazione e comunicazione. Ci saremmo attesi una informazione puntuale e costante sull’attuazione del Piano di eradicazione visto il ruolo che rivestono le OO.PP.AA. che sarebbero state di grande aiuto nel trasferire le informazioni ai suinicoltori e in generale alla popolazione.

Nutriamo a questo punto forti dubbi sulla realizzazione di alcuni obiettivi importanti quali l’identificazione dei suini. Entro e non oltre il 30 novembre 2015, infatti, i proprietari o detentori dei suini, inclusi coloro che detengano un solo suino destinato ad autoconsumo in ambito familiare, devono assicurare che la propria azienda sia registrata nella Banca Dati Nazionale e che i suini della propria azienda siano identificati. Trascorso il termine stabilito, i suini non identificati o comunque irregolarmente detenuti dovranno essere sottoposti alle azioni di depopolamento, se necessario tramite abbattimento. Ad oggi nulla si sa sulla pubblicazione del bando di gara che dovrebbe affidare l’attività di depopolamento e, considerando i tempi tecnici, il 30 novembre ci sembra una data poco realistica.

A prescindere da questo il piano è carente su due aspetti:

  • Manca una reale lotta al clandestino e al brado. Se si vuole davvero combattere la PSA è necessario che la lotta al brado/clandestino sia supportata da un sistema sanzionatorio certo. L’art. 5 del piano di eradicazione - Attività di contrasto al pascolo non confinato dei suini, non esprime la volontà di perseguire il vero obiettivo di contrasto al brado dal momento che non è prevista nessuna sanzione nel caso in cui vengano avvistati capi tenuti al pascolo non confinato identificati e riconducibili a un proprietario.
  • Non esiste nessuna tutela e garanzia del lavoro delle aziende regolari. Non esiste una tutela dell’attività delle aziende regolari, specialmente attraverso la disciplina di specifici corridoi sanitari, considerato che oltre il 60% delle aziende sarde (8.000 aziende) hanno standard di biosicurezza superiori alla media Europea. Dal momento che la Sardegna è considerata zona endemica in relazione alla PSA è necessario autorizzare stabilmente corridoi sanitari certi per le aziende sane affinché a queste sia garantita la continuità del lavoro.

Noi vogliamo sapere a che punto siamo con l’eradicazione della PSA. Come sostiene qualcuno "Adesso(...) non si parla più di Peste suina". Noi invece vogliamo che se ne parli e soprattutto che si risolva il problema. Il rischio è che uno dei comparti simbolo della Sardegna sparisca definitivamente.

Confagricoltura Sardegna

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