GRANO CAPPELLI: AUDIZIONE V COMM., COLDIRETTI: NO CONFLITTO INTERESSE; AGRINSIEME: CHIAREZZA SU BANDO

16 Novembre 2017 ore 08:00

GRANO CAPPELLI: AUDIZIONE V COMM., COLDIRETTI: NO CONFLITTO INTERESSE; AGRINSIEME: CHIAREZZA SU BANDO

(CHB) - Cagliari, 15 nov 2017 - "Garantire maggiore rimunerativita' agli agricoltori e allo stesso tempo tutelare i percorsi di filiera". Sono questi gli obiettivi indicati dal presidente della Commissione =E2?=9CAttivita' Produttive=E2?=9D del Consiglio regionale, Luigi Lotto, al termine dell'audizione dei rappresentanti delle associazioni agricole sull'assegnazione del bando per la certificazione del Grano Cappelli. La decisione del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) di assegnare alla Societa' Italiana Sementi la certificazione del prodotto preoccupa i soci del Consorzio sardo =E2?=9CGrano Cappelli=E2?=9D. La multinazionale semenziera bolognese avra' infatti diritto di esclusiva sulla varieta' di frumento, il rischio e' che salti per aria il percorso virtuoso che negli ultimi anni ha permesso di chiudere una filiera tutta sarda (ditta semenziera, agricoltori, mugnai e panificatori).

COLDIRETTI: NO CONFLITTO INTERESSI. "E' una preoccupazione legittima =E2?" ha detto il vicepresidente regionale di Coldiretti Efisio Perra =E2?" sulla vicenda per=C3² occorre sgombrare il campo da alcune imprecisioni. Sis e' di proprieta' degli agricoltori, il suo obiettivo e' garantire redditivita' a chi coltiva il grano. Per questo chiede che il prodotto da ammasso venga pagato almeno 60 euro al quintale mentre per quello biologico il prezzo dovrebbe raggiungere gli 80 euro (attualmente il prezzo per l'ammasso oscilla tra i 45 e i 55 euro al quintale, quello biologico arriva a 60/70 euro). Sulla valorizzazione del prodotto e il giusto riconoscimento per il lavoro dei contadini non possiamo non essere d'accordo. Tutto questo deve essere fatto trovando una soluzione per la tutela della filiera".
Perra ha poi smentito un conflitto di interessi di Coldiretti nella vicenda vista la presenza del suo vicepresidente nazionale nel Cda di Crea: "Coldiretti Sardegna riconosce il lavoro trentennale fatto dal Consorzio sardo per la tutela del grano Cappelli =E2?" ha detto Perra =E2?" le condizioni di mercato oggi sono cambiate. Occorre trovare una soluzione che metta d'accordo tutti gli interessi in campo. Per questo abbiamo favorito un incontro tra la Sis e il Consorzio =E2?=9CGrano Cappelli=E2?=9D nel quale, per=C3², non si e' riusciti a trovare un accordo. Noi continuiamo a lavorare perch=C3© non venga disperso il patrimonio di conoscenze ed esperienze che si e' sviluppato in Sardegna".

AGRINSIEME: CHIAREZZA SU BANDO. Di diverso avviso il direttore di Copagri Pietro Tandeddu che a nome di Agrinsieme (organismo che comprende anche Cia e Confagricoltura) ha invocato chiarezza sulle procedure di assegnazione del bando per la certificazione del seme a Sis. "Si e' trattato di una procedura impropria =E2?" ha affermato Tandeddu =E2?" Crea piu' che su un bando con tutti i crismi ha puntato su una semplice manifestazione di interesse. Non erano infatti richiesti requisiti particolari n=C3© si assegnava priorit=C3=A0 ai soggetti con esperienza pluriennale nel settore come accade in tutti i bandi pubblici. Proprio per questo motivo e' stata presentata una richiesta di accesso agli atti e annunciato un ricorso. Sulla vicenda ci sono poi iniziative parlamentari a vari livelli". Una questione non di poco conto secondo Tandeddu: "Nella manifestazione di interesse Crea ha comunicato un sensibile aumento delle royaltie da pagare per lo sfruttamento dei diritti di brevetto. Eppure, occorre ricordarlo, e' un ente pubblico vigilato dal Ministero dell'agricoltura. E' il soggetto titolare delle certificazioni del grano e il garante della genetica, ma non pu=C3² speculare sul prodotto come qualsiasi ente privato. A tutto questo si aggiunge una scarsa trasparenza nel bando. Nel sito di Crea non c'e' infatti traccia della valutazione dei requisiti n=C3© dell'esito delle gare". Secondo Tandeddu il rischio e' un arretramento della filiera sarda: "Chiediamo alla Commissione di intervenire con un atto formale (risoluzione o mozione) per difendere una realta' nata in Sardegna e che vorremmo rimanesse nell'Isola". Il direttore di Copagri, infine, si e' detto favorevole a una soluzione pacifica della vicenda: "E' vero che Sis, su sollecitazione di Coldiretti Sardegna, ha incontrato i rappresentanti del Consorzio =E2?=9CGrano Capelli=E2?=9D =E2?" ha affermato Tandeddu =E2?" in quella sede sono state avanzate alcune proposte che per essere adeguatamente valutate hanno per=C3² bisogno di essere formalizzate per iscritto".

SABA (COLDIRETTI): PRODUZIONE NON SI FERMERA'. Considerazione condivisa dal direttore regionale di Coldiretti Luca Saba: "Noi abbiamo avanzato una proposta per un progetto di commercializzazione del grano =E2?" ha detto Saba =E2?" Sis era d'accordo a consentire alla ditta semenziera sarda Selet di trattare con i propri produttori a condizioni che si pagassero almeno 60 euro a quintale, Selet proponeva di meno, su questo punto =C3=A8 saltata la trattativa. In ogni caso la produzione non si fermer=C3=A0, la multinazionale bolognese ha gia' chiuso due accordi in Sardegna con altri due soggetti per la coltivazione di 400 ettari. C'=C3=A8 inoltre l'impegno da parte di Sis a ritirare tutto il grano prodotto a 60 euro a quintale. Mi auguro che si trovi un'intesa con il Consorzio, solleciteremo la formalizzazione da parte di Sis di una proposta scritta".

SCANU (CIA): PREOCCUPATI. Preoccupazione per il mantenimento di una filiera sarda ha espresso il presidente regionale della Cia Martino Scanu: "Le produzioni si sono sviluppate in un determinato territorio =E2?" ha detto Scanu =E2?" i nostri associati esprimono forti perplessita' sulla eventuale presenza nella filiera dei Consorzi agrari. C'e' il rischio che gli agricoltori non chiudano i contratti e continuino a coltivare il grano Cappelli senza certificazione".

LA COMMISSIONE. Una soluzione positiva hanno auspicato alcuni componenti della Commissione. Secondo Fabrizio Anedda del Gruppo Misto "l'obbligo per gli agricoltori di rivendere il prodotto a Sis lede il principio della liberta' d'impresa. Chi compra il seme certificato deve avere la possibilita' di rivendere il grano da macina a chi gli pare. Ai soci del Consorzio sardo deve essere consentito di vendere il grano ai trasformatori sardi. Solo cosi si garantisce la qualita' del prodotto".
Per Piero Comandini (Pd) deve essere fatto ogni sforzo per favorire il dialogo: "Sis presenti una proposta scritta =E2?" ha detto =E2?" nostro interesse e' che venga tutelata la filiera sarda. Serve un accordo che leghi la produzione al territorio".
Per chiarire la posizione di Sis e ascoltare le sue proposte sul progetto di valorizzazione del Grano Cappelli, il presidente Luigi Lotto ha annunciato la convocazione in Commissione dei rappresentanti della Societa' italiana sementi. "Nostro interesse e' impedire che il percorso avviato dalla filiera sarda si blocchi =E2?" ha detto Lotto =E2?" l'obiettivo e' garantire le migliore remunerazione agli agricoltori e, allo stesso tempo, creare percorsi virtuosi di filiera". (CHARTABIANCA) red =C2© Riproduzione riservata agricoltura
Powered by:bizConsulting