Confagricoltura Sardegna non è assolutamente soddisfatta delle risposte del Ministro Martina

3 Febbraio 2017 in Attività Federazione Regionale

Non risolvono nessuno dei problemi del momento di crisi comparto ovicaprino

Le risposte del Ministro dell’Agricoltura Martina non sono assolutamente in linea con le richieste che Confagricoltura Sardegna aveva già espresso in sede di Commissione Attività Produttive, Commissione Bilancio e anche nel documento sottoscritto, nei giorni scorsi, con l’ANCI.

Confagricoltura Sardegna non può essere soddisfatta per le dichiarazioni del Ministro, per tre ordini di motivi:

1.      Lo sblocco dei premi Pac e dei contributi Psr da parte di Agea è cosa dovuta perché sui tempi di erogazione c’era un notevole ritardo. Il Ministro deve chiarire perché questi fondi che spettavano di diritto agli imprenditori agricoli sardi erano stati bloccati.

2.      Nell’ambito dell’attuazione del c.d. Pacchetto latte, che per la prima volta interessa il comparto ovino, Il Ministro Martina aveva preso l’impegno del raddoppio della dotazione finanziaria prevista per il comparto ovino con una assegnazione, a livello nazionale, che passava da 6mln a 12 mln di euro. Dal momento che la quota spettante alla Sardegna ammontava al 70% di quei 6 milioni, dunque circa 4 milioni di euro, con il raddoppio delle risorse, alle imprese ovine sarde, sarebbero dovuti andare circa 8 milioni di euro, mentre il Ministro Martina ci fa un regalo di 3 milioni di euro, dunque nemmeno la parte dovuta originariamente. Alla Sardegna mancano pertanto 5 milioni di euro. Il raddoppio delle risorse è stato assegnato? E se si dove sono andati a finire i quattrini spettanti alla Sardegna?

3.      I 4 milioni previsti per l’acquisto, con bando Agea per gli indigenti, di Pecorino Romano non avranno nessuna efficacia sul mercato del Pecorino Romano. Per avere un intervento efficace e distogliere dal mercato una quantità significativa di prodotto servivano almeno 10-12 milioni di euro. Con i 4 milioni determinati dal Ministro , infatti, si potranno ritirare dal mercato non più di 6-7000 quintali di prodotto a fronte di un esubero, generato nelle ultime due annate casearie, di decine di migliaia di quintali. Questo intervento è dunque inefficace, non raggiunge gli obiettivi perché non porterà alla diminuzione dell’offerta sul mercato di Pecorino Romano. In definitiva sono soldi sprecati. Al Ministro vogliamo chiedere dove sono andati a finire tutti i soldi destinati al Pecorino Romano che attraversa una situazione di grave crisi? Non vorremo che siano andati a favore di quei formaggi che negli ultimi anni hanno beneficiato di questo intervento a supporto di situazioni di crisi, mentre il Pecorino Romano ne è sempre rimasto escluso.

Powered by:bizConsulting