Paolo Mele eletto presidente di Confagricoltura Oristano

16 Aprile 2018 in Attività Federazione Regionale

Guiderà l'organizzazione agricola per il prossimo triennio

Venerdì 13 aprile si è svolta l’Assemblea generale della Confagricoltura Oristano per la nomina dei quadri dirigenti che staranno alla guida dell’Organizzazione agricola per il prossimo triennio. E’ stato eletto Presidente Paolo Mele: 53 anni, sposato e con due figli, conduce a Cabras, con un socio un’azienda ad indirizzo ortofrutticolo. Con la conclusione degli adempimenti statutari, si è svolta la parte pubblica dell’Assemblea alla quale ha partecipato il neoeletto Onorevole Luciano Cadeddu. Il Presidente Mele, nella sua relazione, ha illustrato le molteplici tematiche che interessano il settore agricolo; nello specifico si è concentrato sul tema della burocrazia e della competitività delle aziende agricole. Secondo Mele “esistono sicuramente due tipi di burocrazia: una silente e definibile orizzontale che riguarda tutti noi cittadini che nella nostra vita quotidiana, per esercitare un corretto rapporto con lo Stato, dobbiamo investire il nostro tempo nelle più banali e talvolta superflue azioni; la seconda, definibile verticale, che ci coinvolge più da vicino in quanto riguarda più strettamente gli imprenditori. Dove, inizialmente, il nostro antagonista era la montagna di carta che dovevamo presentare, ora diviene l’incapacità della pubblica amministrazione di avere un rapporto paritetico con l’impresa. In altre parole, il burocrate diviene peggio della burocrazia stessa, in quanto rallenta le procedure sino a renderle vessatorie e nocive per l’impresa. Questo si è determinato nel tempo e su vari livelli, nel momento in cui la Politica ha abdicato le proprie responsabilità a favore dei dirigenti della pubblica amministrazione, con l’alibi di semplificare e accelerare i processi e le procedure previsti dalle tecno strutture pubbliche. In questo senso l’imprenditore agricolo, nella sua quotidianità, si trova a scontrarsi, in particolare, con due Enti: Argea in ambito regionale e Agea in quello nazionale. Appare paradossale che strutture nate, la prima come un’agenzia agricola a supporto del comparto agricolo e la seconda come Agenzia per le erogazioni in Agricoltura, diventino le principali fautrici del rallentamento per quanto concerne la possibilità, da parte di un agricoltore, di percepire gli aiuti previsti dai regolamenti comunitari. La nostra Organizzazione è sempre stata fortemente convinta dell’importanza di aderire all’Unione Europea e di quanto ciò fosse imprescindibile per un sistema agroalimentare forte, coeso e sostenibile. Ma prima di tutto occorre che l’Italia rivesta un ruolo credibile, dove la sua presenza diventi centrale nel momento in cui si assumono scelte e percorsi di prospettiva che, se pur importanti, non possono fermarsi all’immigrazione o al rispetto del vincolo di bilancio. Questo in quanto, per la crescita economica del nostro Paese, è fondamentale che anche il sistema agricolo possa esprimere le proprie potenzialità, attraverso strumenti moderni e certi come il primo e il secondo pilastro della PAC. In ambito nazionale, occorrerebbe invece ripristinare politiche d’intervento vicine all’impresa agricola, come ad esempio la riduzione del cuneo fiscale e un accesso al credito agevolato, per facilitare politiche sul lavoro efficaci ed alleggerire l’indebitamento delle imprese. In questo senso, con particolare attenzione da parte del nuovo Governo, andrebbe rivisitata la legge n. 199/2016 di contrasto al caporalato; la stessa ha sicuramente affrontato una tematica importante e delicata ma, secondo la nostra Organizzazione, lo ha fatto sull’onda dell’emotività che la gravità dell’argomento comporta. Mentre, a nostro avviso, occorrerebbe rivedere la norma con la giusta lucidità e libera da pregiudizi, a partire dal presupposto che l’imprenditore è una persona onesta, con una propria morale sociale e che solo una parte minoritaria ha un atteggiamento perseguibile in quanto non onesto.” Paolo Mele ha poi proseguito il suo intervento con un focus sull’ambito locale. “L’aspetto più importante è la competitività delle aziende o meglio ridurre la concorrenza sleale degli altri; dal momento che lavoriamo e produciamo in un’isola, sarebbe fondamentale creare un vero strumento efficace per la continuità territoriale delle merci e delle persone. Infatti, questo consentirebbe di ridurre i costi diretti delle imprese che li sostengono in ingresso, quando acquistano i fattori della produzione, e in uscita quando esportano i prodotti. Indirettamente anche una continuità territoriale dei passeggeri aumenterebbe il flusso turistico favorendo la tanto sperata e invocata da più parti destagionalizzazione, che avrebbe effetti immediati sui consumi e quindi sulle imprese e sul sistema lavoro, riducendo l’attuale tasso di disoccupazione. La nostra provincia è sicuramente riconosciuta per essere vocata all’agricoltura di ottima qualità, rappresentando tutte le colture e i diversi tipi di allevamenti zootecnici; ma per migliorarla e renderla competitiva occorre potenziare le strutture a supporto del sistema agricolo che, nel nostro territorio, coincide con il Consorzio di Bonifica. Occorre ricordare il grande sforzo che gli agricoltori e gli allevatori del comprensorio irriguo hanno fatto e faranno con l’operazione di risanamento dell’Ente realizzata dal Commissario, ma tutto ciò non è sufficiente se ai vari livelli, regionale e ministeriale, non si investe con politiche economiche adeguate sul sistema consortile provinciale. Allo stesso modo si devono affrontare le problematiche relative alle assicurazioni agevolate che rallentano, sino a farli diventare insostenibili, i tempi per l’erogazione degli aiuti a favore delle imprese che hanno assicurato le diverse colture. Occorre, secondo la nostra Organizzazione, rivedere il ruolo del Consorzio di difesa e la farraginosa burocrazia che si attiva per concludere la procedura, dal momento che viene presentato il PAI contemporaneamente all’erogazione delle risorse economiche. E’ indubbio che anche nella nostra Provincia, come nel resto dell’Italia, lo strumento delle assicurazioni agevolate sia di fondamentale importanza per le produzioni agricole.” Al termine, ha preso la parola l’onorevole Cadeddu che, nel suo breve intervento, ha manifestato ampia disponibilità ad affrontare quanto esposto dal Presidente con incontri di lavoro puntuali su ogni singolo argomento.

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