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Dopo un triennio di mandato di Presidenza di Gregorio Raspitzu, Confagricoltura Sassari/Olbia-Tempio ha rinnovato i suoi organismi dirigenti. Al vertice dell’associazione è stato eletto il dott. Matteo Luridiana, 65 anni originario di Buddusò, titolare di un’azienda mista, specializzata nell’allevamento di ovini e bovini da carne e coltivazione di cereali e già Vice Presidente dell’organizzazione. Sono stati inoltre nominati il dott. Stefano Taras e il sig. Salvatore Pisanu Vice Presidenti, nell’ufficio di Presidenza il per. agr. Mario Andrea Puggioni e il per. agr. Vittorio Sechi e consiglieri i dott. Ugo Bagedda, il sig. Bachisio Basoli, l’agr. Pier Giuseppe Carboni, la sig.ra Luisa Daga, la sig.ra Maria Domenica Inzaina, il sig. Giovanni Isidoro Occhioni, il sig. Pancrazio Piana, il sig. Michelino Piras, il dott. Andrea Sini, il per. agr. Domenico Sole e il sig. Soletta Umberto. Il collegio sindacale risulta composto dal dott. Marcello Delitala (presidente), dal dott. Lorenzo Sini e dal dott. Giuseppe Barra. Il collegio dei probiviri risulta composto dal Prof. Lorenzo Idda (presidente), dal sig. Antonio Lepori e dal dott. Vittorio Sella.

Nel suo discorso di insediamento, il nuovo Presidente, con emozione, accetta l’incarico e con impegno cercherò di svolgere appieno le mie funzioni per il bene dell’Associazione, nonostante il particolare momento di grave difficoltà in cui  versano le imprese agricole sarde. Le cause non dipendono solo dall’operato degli addetti ai lavori ma dalla grave crisi mondiale del comparto, dal continuo imperversare di fenomeni negativi come le calamità naturali e di epizozie del bestiame e dalla macchina burocratica europea, nazionale e regionale.

Proprio per questo ha proseguito Luridiana, bisogna prendere posizione, anche dura se necessario, e incalzare costantemente chi non da risposte al settore. Il neo presidente ha proposto un più forte impegno a sostegno della categoria, e una maggiore visibilità esterna degli interessi degli associati, un sindacato di proposta e non solo di rivendicazione e una maggiore coesione con le altre organizzazioni Coldiretti e Cia, affinché l’agricoltura del Nord Sardegna possa essere rivalutata e svolgere il ruolo di multifunzionalità nell’interesse dello sviluppo e ammodernamento del territorio.