Agrinsieme su riordino degli enti agricoli

17 Giugno 2015 in Politiche agricole

Sono prioritari gli interventi per l'efficienza di Agea e la riorganizzazione dei servizi zootecnici

“Valutiamo positivamente l’impegno del PD per la razionalizzazione di enti, società ed agenzie vigilati dal ministero delle Politiche agricole. La riforma degli enti agricoli è un obiettivo prioritario, già evidenziato da Agrinsieme nella sua Conferenza del 18 novembre scorso, in cui calcolammo il loro costo in 140 milioni di euro per il personale e 243 milioni per le spese di funzionamento”. Lo ha detto Mario Guidi intervenendo, per il coordinamento di Cia, Confagricoltura, Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e Copagri, all’incontro sulla riforma degli enti agricoli promosso a Roma, a Palazzo Giustiniani, dal Partito Democratico.
 
“Riordinare - ha proseguito il rappresentante di Agrinsieme - vuol dire recuperare efficienza. Gli incentivi della politica agricola comune a favore degli agricoltori devono arrivare tempestivamente da Agea, come avviene in altri Paesi. Altrimenti c’è uno svantaggio competitivo inaccettabile. Il sistema attuale non deve assolutamente tradursi in una duplicazione di enti, burocrazia, inefficienza che aumenta le disparità tra gli agricoltori e gli svantaggi di competitività”.
 
Ad avviso di Agrinsieme “le azioni d’assistenza tecnica, di consulenza zootecnica e veterinaria per gli allevatori devono diventare  realmente funzionali alle necessità delle aziende e non essere finalizzate alla sopravvivenza dell’attuale sistema inefficace, finanziariamente dispendioso e superato. Per questo chiediamo la loro riorganizzazione, che non è più rinviabile. Occorre tener conto delle modifiche intervenute nel tessuto produttivo, delle innovazioni tecnologiche disponibili e dei nuovi orizzonti della selezione e degli obiettivi produttivi”.
 
Infine, la ricerca applicata all’agricoltura ed alla bioeconomia va intensificata e potenziata. Rimarca Agrinsieme: “Cambiamenti climatici, nuove malattie delle piante, propagazione di specie estranee agli ecosistemi, riduzione della disponibilità di acqua per l’irrigazione, sono tutti problemi che attendono concrete risposte scientifiche; ma  le strategie di ricerca e innovazione vanno incentrate anche sugli obiettivi di modernizzazione dei prodotti e dei processi con conseguente aumento della competitività delle imprese. Con le quali le strategie vanno discusse e condivise. D’altronde la Commissione europea ha calcolato che ogni euro investito oggi in ricerca genera 10 euro di valore aggiunto entro il 2025”.

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