Agroalimentare: Agrinsieme, al centro abbiamo messo le imprese e non le organizzazioni sindacali

23 Giugno 2013 in Politiche agricole

No a logiche di potere e di interessi particolari

Agrinsieme è nato per unire, per aggregare e non per operare contro qualcuno. È nato per dare forza all’agricoltura, all’intero sistema agroalimentare, per rendere l’impresa agricola protagonista della filiera, dal campo alla tavola, per accrescere sviluppo e competitività, per dare impulso al “made in Italy” nel mondo, per contribuire alla ripresa del Paese.

Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative agroalimentari (che a sua volta comprende Fedagri-Confcooperative, Legacoop agroalimentare e Agci-Agrital) ha colto l’occasione della VII Conferenza economica della Cia a Lecce per rilanciare con forza la sua strategia e per rinnovare la sfida per un progetto nuovo e concreto per l’agroalimentare.

I presidenti di Cia Giuseppe Politi (coordinatore di Agrinsieme), di Confagricoltura Mario Guidi, di Fedagri-Confcooperative Maurizio Gardini, di Agci-Agrital Giampaolo Buonfiglio e il vicepresidente di Legacoop Miriano Corsini hanno dimostrato come  Agrinsieme dia valore a nuove strategie e a progetti di filiere. La filosofia non risponde ad alcuna logica politica, ma si fonda su un impegno totale nei confronti degli imprenditori agricoli, della cooperazione, per la difesa dei redditi e dei valori che racchiude l’impresa.

Agrinsieme -è stato affermato- proseguirà nella strada fin qui intrapresa, sviluppando ulteriormente il lavoro straordinario realizzato, cercando di rilanciare l’agricoltura nella sua giusta dimensione e nel ruolo centrale che le compete. "Al centro abbiamo messo le imprese e non le nostre organizzazioni sindacali". Un’agricoltura che proprio nell’attuale crisi rappresenta una chiave nevralgica per creare occupazione e sviluppo.

Un progetto, quello di Agrinsieme, che andrà avanti anche rispetto alla tematica dei Consorzi agrari “che sono un patrimonio dell’intera agricoltura e non un oggetto di interessi particolari. Sono strumenti utili per gli agricoltori e non proprietà esclusiva di alcuno. Per questo motivo è fondamentale una gestione trasparente e democratica. Valori che si contrappongono, invece, a un progetto che si fonda su logiche organizzative e di potere che contrastano nettamente con quelle dell’agricoltura e delle sue imprese”.

Agrinsieme ha messo sotto accusa anche la nascita di una sesta centrale cooperativa, Uecoop, “frutto di un atto di presunzione e arroganza, che non serve a dare soluzioni al Paese”. 

“Un vero pasticciaccio antistorico che si contrappone all’esigenza di una strada di semplificazione della rappresentanza che tre centrali cooperative solide hanno da tempo cominciato a percorrere”.

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