Biologico: “si” o “no” alla riforma?

10 Marzo 2015 in Politiche agricole

La Confagricoltura ha svolto una serie di incontri a Bruxelles per favorire l'adozione di norme omogenee e certezza giuridica, per una vera produzione biologica

I lavori in vista di una possibile riforma del biologico proseguono a rilento a Bruxelles, con segnali contrastanti.
La Presidenza Lettone spinge il dossier, anche se a livello di gruppi tecnici in Consiglio alcuni paesi stanno cercando di mettere in discussione anche il lavoro fatto dalla Presidenza italiana, che era giunta ad un accordo di massima su alcuni punti della proposta, ora rimessi inopinatamente in discussione. Si va dal campo di applicazione del regolamento, alle norme sui residui fino a quelle sui controlli. Senza contare il fatto che tutta la seconda parte della proposta UE deve essere ancora affrontata.
Al Consiglio agricoltura del 16 marzo si farà il punto della situazione e, forse, tutto sarà più chiaro.
Da parte sua il Parlamento europeo, nella persona del Relatore della comagri, il tedesco Hausling (Verdi), ha ulteriormente posticipato la presentazione della sua relazione ad aprile (prevista per febbraio!). Un voto è sarebbe possibile a giugno. La Confagricoltura ha svolto una serie di incontri a Bruxelles, sia a livello di Parlamento che di Commissione, per scongiurare il rigetto della proposta e sottolineare l’importanza di norme omogenee e certezza giuridica, per una vera produzione biologica.

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