Confagricoltura integra il suo codice etico contro lo sfruttamento dei lavoratori

6 Aprile 2017 in Politiche agricole

Prevista l'espulsione dalla base associativa

Le imprese agricole associate a Confagricoltura ripudiano ogni forma di caporalato e di sfruttamento dei lavoratori e si impegnano a rispettare la libertà e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, pena l’esclusione dalla base associativa. Lo ha deliberato l’assemblea di Confagricoltura, approvando un’integrazione al codice etico già adottato dall’Organizzazione da molti anni.
 
I recenti fatti di cronaca, da quelli avvenuti in Puglia a quelli successi a Ragusa,  hanno riportato l'attenzione dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale su deprecabili comportamenti di alcune aziende che hanno provocato un indiscriminato e generalizzato discredito, anche sul piano internazionale, per l'intero settore agricolo e per alcune produzioni di eccellenza (pomodori, uva, olive, etc.) che rischia di danneggiare pesantemente la credibilità del sistema agricolo italiano e delle sue produzioni, anche a livello commerciale.
 
Confagricoltura ribadisce che esistono tanti imprenditori agricoli onesti che rispettano i diritti dei lavoratori e che operano nell’ambito della legalità, subendo i riflessi negativi della cattiva "pubblicità" fatta all'intero settore da parte di coloro che operano in modo scorretto, ponendo in essere forme di concorrenza sleale.
 
Il rispetto della libertà e della dignità personale delle lavoratrici e dei lavoratori e di tutti i collaboratori dell’impresa è uno dei valori fondanti di Confagricoltura. Per questo l’assemblea nazionale ha approvato un’integrazione del codice etico, che verrà adottato dalle sedi territoriali, che prevede provvedimenti di sospensione e espulsione per quelle aziende che abbiano rapporti con organizzazioni criminali e mafiose o che facciano ricorso a comportamenti contrari alla legge, come lo sfruttamento dei lavoratori.

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