Consiglio Agricoltura UE

15 Luglio 2014 in Politiche agricole

Nulla di fatto sul latte e primo dibattito politico sulla riforma del biologico

Ieri, in occasione della prima riunione del Consiglio agricoltura sotto Presidenza italiana, è fallito anche l'ultimo tentativo di alcuni paesi di riunire una maggioranza sufficiente per chiedere alla Commissione un innalzamento del tenore di grassi per l'ultimo anno di applicazione delle quote latte. Austria, Germania ed Olanda hanno "portato con sé" alcuni altri paesi (Irlanda, Polonia, Spagna, Lussemburgo e Lettonia), ma questo fronte si è scontrato con il "no" opposto da Francia, Regno Unito, Portogallo, Ungheria, Bulgaria, Cipro, Romania, Croazia, Slovenia, Slovacchia e Repubblica Ceca. L'Italia ha dovuto mantenere un ruolo super partes in quanto presidenza di turno, non risparmiandosi comunque gli strali del Ministro austriaco che ha minacciato di boicottare il Consiglio agricolo informale di settembre in segno di protesta contro la "non decisione" del Consiglio, causata, a suo dire, dalla resistenza del Ministro italiano. In Austria, Germania e Olanda non si danno comunque per vinti e chiederanno formalmente alla Commissione di adottare unilateralmente un atto che consenta un aumento del tenore di materia grassa, nonostante il Commissario Ciolos non abbia lasciato alcuna speranza in tal senso. I ministri hanno anche svolto un primo dibattito politico sulla proposta della Commissione di modifica del regolamento sulla produzione biologica. I punti più discussi sono stati il grande ricorso agli atti delegati, fortemente criticato da quasi tutti i paesi, e l'eliminazione delle deroghe prevista dalla Commissione. Per quanto riguarda quest'ultimo punto già la Commissione nell'intervento introduttivo del Commissario Ciolos, aveva lasciato intendere di essere aperta ad una maggiore flessibilità. La discussione ha evidenziato come molti paesi siano contrari all'eliminazione delle deroghe che potrebbe portare all'abbandono della produzione biologica in certe zone, cosi come altri paesi hanno chiesto che possano continuare ad esistere le aziende "miste" (opzione questa che vede la contrarietà della Commissione, per la difficoltà dei controlli ed il rischio di contaminazione). L'Austria ha chiesto, invece, il rigetto totale della proposta della Commissione. Questo tema sarà uno dei dossier agricoli più importanti del semestre italiano di presidenza dell'UE. Il Ministro Martina ha affermato che è sua intenzione lavorare assiduamente per giungere ad un accordo politico, seppur parziale, entro la fine dell'anno. Infine, su iniziativa italiana, si è discusso della problematica dei domini internet generici (".wine", ".vin", ecc.). L'ICANN, l'ente preposto alla concessione dei domini, prosegue sulla strada tracciata alcuni mesi fa, ma la Commissione, col sostegno degli Stati membri, ha garantito che vigilerà e che si opporrà a qualsiasi accordo fino a quando non verrà garantita una effettiva protezione delle indicazioni geografiche. Si allega il comunicato stampa ufficiale del Consiglio, disponibile solo in lingua inglese. Ufficio di Bruxelles.

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