Contratto di affiancamento

5 Febbraio 2018 in Politiche agricole

Un’importante novità per i giovani imprenditori agricoli

Una delle novità più significative introdotte dalla Legge di Bilancio è quella inerente il contratto di affiancamento.

Si tratta di un inedito assoluto per il nostro sistema giuridico, uno strumento che favorisce il passaggio generazionale della gestione dell’attività in agricoltura tra persone non legate da parentela (ben diverso quindi sia dal Patto di famiglia sia dal passaggio in caso di successione). Ecco le principali peculiarità di questo istituto giuridico:
 
·        coinvolge un giovane tra i 18 e i 40 anni e un ultrasessantacinquenne o pensionato, che non siano titolari del diritto di proprietà;
·        prevede un progetto imprenditoriale, condiviso dalle parti, che definisca i reciproci obblighi;
·        non richiede necessariamente l’autorizzazione del proprietario del terreno condotto dall’agricoltore ultrasessantacinquenne;
·        il contratto – della durata di tre anni - può concludersi anche con il passaggio della titolarità dell’attività al giovane.
 
Tutto questo risponde alle esigenze dei nostri giovani imprenditori (e i Giovani di Confagricoltura si sono fatti più volte portavoce di questa istanza) che vogliono intraprendere un’attività in agricoltura o maturare comunque un’esperienza professionale in questo ambito, e contribuisce inoltre ad arginare la frammentazione della proprietà agricola sempre più diffusa nel nostro Paese, che penalizza non poco il nostro settore.
 
Questo è un primo passo che potrà aiutare al rafforzamento, anche strutturale, del nostro settore e che potrà essere oggetto di ulteriori integrazioni per una migliore disciplina dell’istituto che può dare un contributo rilevante all’agricoltura.

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