Frodi: leggi internazionali contro l'agropirateria e l'italian sounding

16 Gennaio 2014 in Politiche agricole

Il presidente di Confagricoltura Guidi in audizione al Senato

“Le produzioni del “made in Italy” rivestono per l'economia nazionale, che punta sulla qualità e l'eccellenza, un’importanza strategica anche perché hanno un effetto trainante per altri settori. Per questo il fenomeno delle frodi che le riguarda molto da vicino rappresenta un danno non solo per l’immagine, ma anche e soprattutto per tutto il sistema economico e per le imprese agricole in particolare.” Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi intervenendo all’audizione della Commissione Agricoltura del Senato sull’indagine conoscitiva sul fenomeno delle frodi nel settore agroalimentare.
 
Il presidente Guidi ha evidenziato che è necessario distinguere tra il fenomeno dell’ agropirateria e quello dell’italian sounding. Il primo è un vero atto di contraffazione e frode industriale punito da leggi nazionali, comunitarie e internazionali, mentre il secondo si limita ad utilizzare nomi o simboli che si richiamano alla tradizione alimentare e culturale del nostro Paese, contro i quali, in campo internazionale non esistono accordi significativi.
 
“Se combattere l’agropirateria è difficile – ha detto - limitare l’italian sounding lo è ancora di più”.
 
Il diritto internazionale sulla tutela contro l’agro pirateria è ancora incompleto e addirittura, paradossalmente, non si potrà parlare di contraffazione vera e propria nei Paesi extra Ue sino a quando, come Confagricoltura chiede con forza, non sarà istituito un registro multilaterale delle denominazioni dove far confluire tutti i prodotti europei cui, a quel punto, sarebbe garantita protezione anche in tutti i Paesi del WTO. Ma occorre rilanciare anche il tema degli standard tecnici, sociali e ambientali.
 
“Occorre sicuramente guardare con attenzione alla accresciuta concorrenza internazionale - ha aggiunto il presidente Guidi - ma senza eccessiva preoccupazione. Non si può pensare di contrastare l’importazione dei prodotti da Paesi extra Ue attraverso motivazioni generiche. Quel che dobbiamo pretendere che, oltre alla tradizione ed alla storia di un prodotto, siano presenti anche i requisiti legati alla qualità, compresa quella igienico sanitaria, il cui rispetto può essere misurato solo attraverso puntuali controlli”.
 
Il presidente di Confagricoltura ha quindi evidenziato che per l’italian sounding il problema maggiore è la mancanza di leggi internazionali.
 
“Per questo - ha detto Guidi - vanno create nuove regole e si deve fare una fortissima pressione su Governo, Parlamento europeo e Commissione UE, affinché vengano al più presto pubblicati i decreti attuativi che dovevano disciplinare questa materia e avrebbero dovuto essere pubblicati entro la metà dello scorso dicembre, prima dell’entrata in vigore (entro la fine del 2014) del Regolamento europeo sull’etichettatura, che prevede una misura ad hoc sull’uso di immagini, nomi evocativi di un certo Paese”.
 
Il presidente Guidi si è quindi soffermato anche sul ruolo dei consumatori nella lotta alla frode e alla contraffazione. La battaglia va combattuta a 360 gradi, dai controlli sulle importazioni, agli aspetti normativi, sino alla garanzia di una sempre maggiore informazione dei consumatori, non solo in termini di indicazioni in etichetta, ma anche di campagne di sensibilizzazione sui danni che vengono causati all’economia agroalimentare italiana.

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