Già decisi anche in Spagna alcuni importanti aspetti applicativi della riforma della PAC

10 Settembre 2013 in Politiche agricole

Un primo accordo è stato raggiunto a fine luglio

A fine luglio in Spagna si è già raggiunto un primo accordo su alcuni aspetti applicativi della riforma della PAC, mentre gruppi di lavoro ad hoc sono al lavoro per completare lo scenario già nelle prossime settimane. Per quanto riguarda distribuzione degli aiuti e convergenza, si è deciso di applicare il regime di pagamento di base per regioni "agrarie"; all’interno delle zone individuate, gli aiuti saranno distribuiti sulla base di quattro categorie: seminativi asciutti, seminativi irrigui, colture permanenti e pascoli. Non tutte le superfici saranno comunque ammissibili (criteri di ammissibilità ancora da stabilire) e continueranno ad essere esclusi dal pagamento di base l'ortofrutta e il vino. A partire dal 2015 non saranno distribuiti aiuti a chi percepisce meno di 300 euro, con un periodo transitorio che permetta agli agricoltori colpiti da tale misura di associarsi per non perdere l’aiuto. Il regime dei piccoli agricoltori si applicherà a coloro che ricevono meno di 1.250 euro, che saranno altresì esclusi dalla convergenza. Si applicherà un plafonamento a 300.000 euro (esclusi i costi della manodopera e l'aiuto “greening”). Per l'aiuto accoppiato i lavori sono in corso (cosi come per l'agricoltore attivo), ma sicuramente un’attenzione particolare sarà assicurata al settore dell'allevamento. 142.7 milioni di euro del programma nazionale vitivinicolo (ad oggi destinati al sistema di pagamento unico) saranno incorporati definitivamente nel regime generale dei pagamenti diretti. Non ci saranno trasferimenti di fondi tra pilastri, né aiuto supplementare per il primi ettari. In materia di sviluppo rurale, coesisteranno un programma nazionale e differenti programmi regionali. In termini di risorse per lo sviluppo rurale, la Spagna avrebbe "guadagnato" 238 milioni di euro rispetto al periodo precedente, che andranno spesi per le misure nazionali, rimanendo quindi invariati i fondi di sviluppo rurale che andranno alle regioni. I lavori sono in corso per stabilire quali
saranno le misure nazionali, ma si ipotizza, al momento, che si tratterà delle misure relative al PEI (partnership europeo per l’innovazione), allo sviluppo dell'integrazione cooperativa ed al sostegno alle “entità associative prioritarie”.

Powered by:bizConsulting