Giansanti su Brexit

16 Luglio 2018 in Politiche agricole

Giansanti: proposte May strategiche per l'agroalimentare italiano

“Per il sistema agro-alimentare italiano una “Soft Brexit” rappresenta un interesse strategico. Prima di tutto, per la necessaria continuità degli scambi commerciali senza dazi e barriere non tariffarie e, in secondo luogo, per la tutela delle nostre denominazioni di origine. Per questo, auspichiamo che il Libro Bianco presentato dalla signora May venga approvato nei prossimi giorni dalla Camera dei Comuni”. E’ questo il commento del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, sui contenuti del Libro Bianco messo a punto dal governo di Londra per regolare i rapporti in materia di agricoltura e alimentazione dopo la formale uscita dalla UE il 29 marzo dell’anno venturo.
“L’area di libero scambio – ha proseguito Giansanti – dovrà evitare l’imposizione delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e alimentari previste dall’Organizzazione mondiale del commercio. E il Regno Unito dovrà riconoscere la normativa europea sulle denominazioni d’origine, geografiche e di qualità, senza eccezioni, vista la situazione assolutamente particolare dell’intesa tra Londra e Bruxelles rispetto agli altri accordi di libero scambio sottoscritti dall’Unione”.
A questo riguardo, Confagricoltura fa notare che il mercato britannico è largamente dipendente dalle produzioni in arrivo dai Paesi membri della UE.  Per il settore ortofrutticolo, ad esempio, l’incidenza sul totale delle importazioni supera l’ottanta per cento, per un valore di 4 miliardi di euro l’anno.
“I tempi sono stretti – ha sottolineato il presidente di Confagricoltura – visto che l’intesa sul periodo transitorio dopo la Brexit deve essere raggiunta subito dopo la pausa estiva, per consentire le ratifiche parlamentari in tempo utile. Senza un accordo, tra meno di un anno, il Regno Unito sarebbe un Paese terzo, con effetti assolutamente negativi per il sistema agroalimentare europeo”.
Confagricoltura ricorda che le esportazioni di prodotti agro-alimentari italiane sul mercato britannico ammontano a 3,5 miliardi di euro l’anno. Vini e ortofrutticoli i prodotti più venduti, con un’incidenza di circa il cinquanta per cento sul totale.

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