Il bio in Italia tira ma e’ prevalentemente d’importazione e le aziende in conversione diminuiscono

9 Luglio 2013 in Politiche agricole

E’ quanto emerge dai dati pubblicati dal SINAB

E’ questo quanto emerge dai primi dati del biologico italiano pubblicati dal SINAB (Sistema d'informazione Nazionale sull'Agricoltura Biologica).
Se è vero che la superficie totale del biologico è aumentata del 6,4% nel 2012, la superficie che diverrà biologica (in conversione) è diminuita rispetto al 2011 del 6,4%. Cosa induca le aziende agricole italiane a non puntare sul biologico è qualcosa che deve essere chiarito e che speriamo non sia legato esclusivamente alla diminuzione degli aiuti comunitari. Se così fosse, infatti, vorrebbe dire che il sistema del biologico italiano non è competitivo se non grazie ad interventi di sostegno economico. Eppure il Bio tira, anche se il suo acquisto è limitato ad un’elite di italiani (prevalentemente di reddito medio alto e del nord est come rivela l’ultima rivelazione del Panel famiglie Ismea/GFK-Eurisco). Forse anche per questo il numero d’importatori è aumentato nel 2012 quasi del 30%, dato che conferma che la gran parte del biologico che gli italiani acquistano non è prodotto nel Bel Paese. In attesa di avere dati sulle esportazioni, Confagricoltura ritiene che sia giunto il momento di uscire dalla cultura del nanismo e localismo, che pesa sul costo finale del prodotto, puntando all’aggregazione dell’offerta, rendendo così il biologico accessibile a tutte le fasce economiche delle famiglie italiane.

Powered by:bizConsulting