L'impresa agricola competitiva, che innova e dà occupazione al centro della futura Pac

13 Giugno 2017 in Politiche agricole

Il presidente Massimiliano Giansanti al Meeting delle Organizzazioni agricole del Sud Europa in corso a Lisbona

“L’agricoltura dei Paesi del Sud Europa è fondamentale per fare del nostro settore uno dei comparti chiave per lo sviluppo dell’Agenda europea su crescita e occupazione e il nostro compito quotidiano è quello di enfatizzare il ruolo fondamentale degli agricoltori nel contesto economico globale”. Lo ha detto il presidente della Confagricoltura Massimiliano Giansanti al Meeting delle Organizzazioni agricole del Sud Europa che si è svolto oggi in Portogallo - a Santarèm, vicino Lisbona – per dibattere dei temi che li accomunano: i rapporti con i Paesi terzi del bacino mediterraneo, i flussi migratori, le politiche commerciali e tariffarie, le questioni fitosanitarie. E naturalmente le risposte che dovranno pervenire dalla riforma della politica agricola comune.
 
“La PAC deve essere ripensata, ma non servono strumenti definiti a tavolino ha detto Giansanti -. L’impresa agricola deve essere posta al centro del percorso di riforma, l’impresa che produce, che garantisce occupazione, che innova, che sta sul mercato (e ci deve rimanere), l’impresa che mitiga e si adatta ai cambiamenti climatici, l’impresa al servizio del consumatore, cui garantisce alimenti sani e di qualità”.
 
Le sfide che il mondo, la società, l’ambiente pongono davanti ai nostri agricoltori rendono necessario il mantenimento, se non un incremento, del budget che l’Unione europea dedica al settore agroalimentare.
 
Per Confagricoltura i pagamenti diretti dovranno continuare a costituire la colonna portante del sostegno della PAC, rivendendoli e facendoli diventare uno strumento in grado di garantire un’entrata finanziaria “di sicurezza” adeguata, nonché un supporto delle imprese che innovano, che danno occupazione, che investono, che stanno sui mercati. Anche in tal senso ritiene che andranno evitati pagamenti di piccola entità, innalzando il limite di pagamento minimo per aver diritto alla liquidazione, in maniera da evitare di pagare domande il cui costo di gestione supera gli importi corrisposti, e andrebbero erogati pagamenti unicamente alle imprese professionali. “Ma i pagamenti diretti devono anche consentire alle imprese di rispondere tempestivamente alle sollecitazioni del mercato – ha spiegato il presidente Giansanti -. Ed è per questo che riteniamo che il sostegno accoppiato debba essere mantenuto per garantire un sostegno specifico a settori strategici e/o sensibili”.
 
Un secondo elemento chiave della futura PAC dovrà essere costituito da sistemi di gestione delle crisi che contino su regimi assicurativi più immediati, su strumenti di mercato più efficaci ed adattati alle nuove realtà economiche settoriali, a sistemi automatici di riduzione o controllo della produzione in momenti di crisi di mercato. “I cambiamenti climatici, le improvvise gelate, la siccità – ha aggiunto Giansanti - sono tutti elementi che colpiscono gravemente alcuni comparti chiave delle nostre agricolture. Gli strumenti di gestione delle crisi devono essere rafforzati a meno che non si decida di intervenire in modo deciso sulla regolamentazione dei mercati finanziari che definiscono sempre di più i prezzi delle commodities agricole”.
 
Infine, il presidente di Confagricoltura si è soffermato sullo sviluppo rurale. “Uno sviluppo rurale forte – ha detto - che dovrà essere centrale per rendere possibile il raggiungimento dell’obiettivo ultimo, quello di declinare la sostenibilità nei suoi due aspetti chiave: economico ed ambientale”.
 
Per Confagricoltura è necessario che le risorse si concentrino maggiormente ed esclusivamente sulle imprese agricole e che non vadano disperse e che abbiano priorità i soggetti che garantiscono occupazione nelle aree rurali. Alleggerimento della programmazione ed una maggiore flessibilità e discrezionalità per gli Stati membri negli aspetti puramente gestionali sono le priorità dell’Organizzazione degli imprenditori agricoli.

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