Le osservazioni di Confagricoltura Sardegna alla Manovra Finanziaria

12 Febbraio 2016 in Politiche agricole

All'agricoltura solo lo 0,25% del totale delle entrate complessive di bilancio

OSSERVAZIONI ALLA MANOVRA FINANZIARIA 2016

Confagricoltura Sardegna nel formulare alcune riflessioni sulla manovra finanziaria per l’anno 2016 desidera in primo luogo mettere in evidenza che, anche quest’anno, i ritardi della Giunta Regionale rendono necessario il ricorso all’esercizio provvisorio che, come è noto, condiziona la capacità di spendita delle risorse.

La manovra finanziaria per il 2016, con riferimento specifico al bilancio ordinario, continua comunque a presentare debolezze strutturali: le risorse manovrabili sono esigue, nonostante il mutuo e le maggiori entrate, prevale la spesa corrente rispetto a quella destinata allo sviluppo produttivo.

Si prende atto dell’indirizzo volto al contenimento dei costi della sanità, ma al momento, l’incidenza sul totale della manovra è notevole (oltre il 40%).

La spesa assorbita dall’Ente Foreste, appare fuori controllo, ed è eccessiva (oltre 160 mln €).

 

Risorse destinate all’Agricoltura

Dalle tabelle presentate alle forze sociali dall’Assessore della Programmazione emerge che al settore agricolo sarebbero destinati 156.765.000,00. Se dalla proposta di manovra finanziaria per il 2015 si sottraggono le somme destinate alla agenzie agricole, all’ARA/APA, ai consorzi di bonifica, si desume che per gli interventi legati direttamente alla produzione si prevede una spesa di poco superiore ai 21 milioni di euro, pari allo 0,25% del totale delle entrate complessive di bilancio.

Non è accettabile che il bilancio trascuri a questo modo il comparto agricolo che avrebbe necessità di maggiori risorse per:

-  favorire processi di riordino fondiario mediante la regolarizzazione dei titoli di possesso delle particelle catastali. Lo sviluppo e l’ammodernamento delle aziende agricole è fortemente limitato dalla polverizzazione dei fondi rustici che si riscontra soprattutto nei territori caratterizzati da agricoltura intensiva. E’ necessaria, pertanto, una misura volta a favorire la creazione ex novo di unità minime colturali o l’incremento di quelle già esistenti con contribuiti che coprano l’intero ammontare di imposte e spese. Spesso, infatti, gli agricoltori si trovano costretti a rinunciare a regolarizzare gli scambi o le permute di terreni, che favoriscono l’accorpamento degli appezzamenti, a causa degli elevati costi tecnici e notarili che spesso superano il valore stesso del terreno;

- incentivare il collegamento dei bacini idrografici. Questo ultimo anno la Sardegna è stato caratterizzato dall’aggravarsi della carenza di risorsa idrica che ha influenzato negativamente l’andamento produttivo dell’agricoltura sarda con una serie di avversità di carattere climatico di particolare gravità. L’ammodernamento e l’efficientamento dei sistemi irrigui sono indispensabili per migliorare la competitività del nostro settore agroalimentare.

La capacità di invaso attualmente autorizzata in Sardegna è inferiore alla elevata capacità potenziale di invaso dei bacini sardi. Pertanto, non è più procrastinabile un’azione incisiva volta all’attivazione e al completamento delle procedure di collaudo degli invasi al fine di ridurre la vulnerabilità alle fluttuazione climatiche come sta succedendo oggi.

Risulta comunque opportuno la realizzazione di ulteriori opere volte al collegamento dei bacini idrografici esistenti per un maggiore accumulo delle risorse idriche migliorare e completare le reti di collegamenti già compiute al fine di indirizzare l’acqua sia nelle zone non ancora servite, sia per incrementare quelle già servite.

E’ inoltre importante programmare interventi finalizzati al risparmio idrico attraverso una costante manutenzione delle reti al fine di ridurre gli sprechi reali della risorsa tenendo presente che le perdite lungo condotta sono principali cause di sprechi della risorsa.

-  favorire il ricorso al credito . In un momento di grande crisi e di carenza di liquidità - dal momento che anche le banche hanno ulteriormente inasprito i criteri di erogazione del credito, provocando cosi un rallentamento dei prestiti ed un freno agli investimenti - rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per le imprese agricole sarde il ripristino del credito di esercizio agevolato, misure specifiche per la ristrutturazione dei debiti e l’attivazione della legge sul microcredito ( L.R. n. 40/2013 );

-  il finanziamento della continuità territoriale delle merci, tema scomparso dall’agenda politica;

-  il proseguo degli aiuti stabiliti per la cerealicoltura dalla L.R. n. 15/2010: Per il potenziamento della filiera cerealicola sono previsti solo euro 150.000.

-  il rafforzamento della sussidiarietà dei Centri di Assistenza Agricola (CAA) prevedendo risorse per le attività che i cosiddetti SuperCAA possono svolgere a supporto della Regione nei processi di semplificazione e snellimento delle procedure;

 

Confagricoltura chiede che il fondo specifico per le infrastrutture sia destinato in quota parte anche al settore agricolo che ha necessità di importanti interventi infrastrutturali (strade rurali, elettrificazione rurale, bonifiche eternit, ecc.).

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