Legge di stabilità

20 Dicembre 2013 in Politiche agricole

Agrinsieme: importanti risposte per l'agricoltura. Finalmente viene stabilizzata la fiscalità sui beni produttivi

Prime importanti risposte alle sollecitazioni del mondo agricolo, anche se resta ancora molto da fare per la ripresa e la competitività delle imprese. Ma è sicuramente un buon viatico. Dopo molte parole e impegni assunti, grazie ad un’attenta e costante azione sindacale, è stata stabilizzata la fiscalità sui beni produttivi in agricoltura. Così Agrinsieme, il coordinamento tra Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane del settore agroalimentare, commenta la legge di stabilità approvata dalla Camera. Finalmente -afferma Agrinsieme- si è compreso che i fabbricati strumentali sono già ricompresi nel valore dei terreni agricoli e, di conseguenza, è stata decisa l’esclusione dall’Imu, principio confermato anche nella misura che limita all’1 per mille l’aliquota Tasi. Significativo anche l’abbassamento del moltiplicatore (da 110 a 75) per i terreni agricoli, anche se non condividiamo i criteri utilizzati, che limitano la riduzione soltanto ad una categoria di agricoltori. C’è da rilevare, inoltre, che la copertura del mancato introito da parte dello Stato viene effettuata, in parte, con la diminuzione del contingente di gasolio agricolo e questo avrà riflessi sui costi produttivi, già alquanto elevati. Apprezzabile anche -rimarca Agrinsieme- lo stanziamento di 5 milioni di euro per il settore bieticolo. E’ molto importante anche il ripristino del diritto di opzione (tra la determinazione del reddito su base catastale piuttosto che in base al bilancio) per le società agricole, essenziale per la crescita e lo sviluppo del settore. Bene la conferma delle agevolazioni per la piccola proprietà contadina, che si confermano uno strumento indispensabile per l’incremento della dimensione e della produttività aziendale. Preoccupazione, invece, sul mantenimento dell’obbligo (cancellato al Senato ma reintrodotto alla Camera) per i piccoli produttori agricoli, quelli, cioè, che non superano i 7 mila euro di vendite all’anno, a produrre l’elenco dei clienti e dei fornitori (il cosiddetto “Spesometro”). Un provvedimento che, anziché semplificare, provocherà nuovi adempimenti burocratici. Per quanto riguarda i giovani, dalla legge di stabilità si attendeva molto di più. L’accesso al credito, come quello per i terreni demaniali in affitto, rimane complesso. E’, però, importante che sull’agricoltura si siano cominciati ad accendere i riflettori della politica. Non è certo molto, ma è pur sempre un primo positivo passo avanti. Da qui l’auspicio di Agrinsieme affinché nei collegati alla manovra si possano raggiungere altri risultati orientati a reti, innovazione, internazionalizzazione su cui, comunque, c’è il segnale positivo dei consorzi.

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