Nutraceutica - "Il miele italiano ripara le ferite del DNA"

11 Aprile 2016 in Politiche agricole

A dimostrarlo in Italia, per la prima volta, è stato il Centro Ricerche Miele-Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata

Il miele? Come dire una farmacia, anche se resta un prodotto alimentare e non un medicamento. Che però nel nettare degli dei ci siano tesori straordinari, non tutti ancora noti alla scienza, non ci sono dubbi: a dimostrarlo in Italia, per la prima volta, è stato il Centro Ricerche Miele-Dipartimento di Biologia dell’Università di Roma Tor Vergata, che già nel 2004 aveva avviato le prime ricerche sulla nutraceutica (gli effetti benefici degli alimenti, in virtù di principi attivi naturali in essi presenti), con particolare riguardo al miele italiano ed alle sue innumerevoli proprietà, che non finiscono mai di sorprenderci per i molti aspetti positivi che possono avere sul nostro benessere e per la nostra salute.
 
Oggi, a distanza di oltre dieci anni, proseguono e vengono ulteriormente approfonditi gli studi in questo campo. «Val bene la pena di sottolineare – dice Raffaele Cirone, presidente della FAI-Federazione Apicoltori Italiani – che l’attività antiossidante del miele italiano è tanto più spiccata quanto maggiore è l’assortimento botanico dell’ambiente agricolo o naturale in cui le api hanno bottinato le fioriture».

E’ anche per questa ragione, ricorda in conclusione la Federazione Apicoltori, che siamo impegnati quotidianamente nella difficile opera di tutela dell'ape italiana che agisce come fattore di salvaguardia della nostra biodiversità vegetale, incrementando quantità e qualità del cibo che ogni giorno mettiamo in tavola. Senza mai dimenticare il buon miele di casa nostra.

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