Pac, soddisfazione di Agrinsieme per approvazione relazione Omnibus del Parlamento Ue

9 Maggio 2017 in Politiche agricole

Un buon viatico per i triloghi, ma si potrà fare di più

Agrinsieme si congratula con Paolo De Castro per il successo ottenuto oggi in Commissione agricoltura del PE con l’approvazione della relazione relativa al regolamento Omnibus da lui presentata, in particolare per aver colto l’occasione per snellire e semplificare alcuni aspetti della PAC e per rendere più efficaci gli strumenti di gestione dei rischi. “La conferma dello strumento di stabilizzazione del reddito settoriale e soprattutto la diminuzione delle soglie per far scattare le misure costituiscono – così commenta Agrinsieme - elementi importanti sia per l’immediato che per le future discussioni sulla PAC post 2020. Il risultato dovrà essere tuttavia più ambizioso, attraverso l’introduzione dello strumento dell’assicurazione dei redditi”.
 
Importanti le novità introdotte sul greening, uno strumento che secondo Agrinsieme “appare ad oggi troppo complesso per essere efficace, ingessando di fatto le aziende agricole, soprattutto quelle più competitive”. Il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza Cooperative Agroalimentari saluta quindi positivamente le modifiche approvate oggi che vanno nel senso auspicato, semplificando lo strumento dell’inverdimento.

Agrinsieme apprezza inoltre la contrarietà della Comagri all’eliminazione, pur facoltativa, del requisito dell’agricoltore attivo, proposta dalla Commissione UE: “Non possiamo accettare, come il relatore, che si applichi il criterio in base alle sensibilità degli Stati membri. Tuttavia vanno eliminate tutte le rigidità e semplificate le procedure di verifica”. 

Positivi infine i miglioramenti che favoriscono l’aggregazione, cosi come l’ampliamento delle misure per le Op ortofrutticole in materia di prevenzione e gestione delle crisi, in particolare attraverso azioni di sostegno all’export sui mercati dei paesi terzi. Bene anche i miglioramenti della misura consulenza e sugli incentivi ai giovani agricoltori, che potranno dare più slancio al rinnovo generazionale. Tuttavia il mantenimento delle limitazioni dimensionali verso l’alto mal si coniuga con l’obiettivo di aumentare la competitività delle aziende agricole.

Non mancano però nel voto di oggi gli elementi di criticità. In merito al regime degli aiuti accoppiati, al di là di una maggiore flessibilità per gli Stati membri e l’attenzione alle colture proteiche, Agrinsieme avrebbe auspicato più coraggio. “Ci rendiamo conto che la revisione del sistema accoppiato non era nelle priorità di intervento della Commissione, ma l’estensione a settori come le patate, gli allevamenti suinicoli e avicoli era essenziale per far fronte all’incapacità degli strumenti oggi a disposizione di rispondere alle crisi ricorrenti”.

Ancora, Agrinsieme avrebbe preferito venissero eliminate le soglie di produzione standard per gli incentivi all’avviamento di imprese. Ed anche sul sistema delle autorizzazioni nel settore vitivinicolo Agrinsieme aveva proposto alcune correzioni che, se accolte, avrebbero reso più efficace il regime introdotto con la recente riforma così come altri miglioramenti del regime dei pagamenti diretti e del funzionamento della programmazione delle produzioni di qualità. Rimangono infine aperte le rilevanti questioni della gestione delle crisi, dell’organizzazione economica del prodotto e del posizionamento degli agricoltori all’interno delle filiere. Il mandato forte al team negoziale in vista delle discussioni interistituzionali dei triloghi costituisce un punto di partenza importante per raggiungere tutti i risultati auspicati.

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