PREMIO ACCOPPIATO ART. 52

15 Maggio 2014 in Politiche agricole

Rischio di diminuzione di fondi per la Sardegna

PREMIO ACCOPPIATO ART. 52

 Il lungo processo di riforma della Politica Agricola Comunitaria, avviato nel 2010, ha confermato l’impianto generale della politica, attuata attraverso due pilastri pagamenti diretti e sviluppo rurale.

La revisione del sistema dei pagamenti diretti realizzata a livello comunitario ha interessato anche i pagamenti accoppiati.

L’articolo 52 del Reg. 1307/2013 prevede che il sostegno accoppiato venga concesso esclusivamente a quei settori agricoli che presentino due condizioni:

Ø  rivestono particolare importanza per ragioni economiche, sociali o ambientali;

Ø  si trovano in difficoltà.

 Accanto ai due presupposti di carattere comunitario, su base nazionale la scelta dei settori da sostenere attraverso l’aiuto accoppiato si fonda sulla considerazione di una pluralità di fattori:

Ø  settori che saranno particolarmente penalizzati a causa del processo di convergenza;

Ø  settori e tipi di agricoltura che hanno una particolare importanza nel contesto economico, sociale ed ambientale di determinate aree del Paese, con una valutazione sulla redditività;

Ø  settori e tipi di agricoltura per i quali esiste un rischio di abbandono o di declino della produzione, con ripercussioni negative sull’equilibrio agro-ambientale di alcune aree territoriali, mediante la valutazione degli effetti legati alla sostituzione della coltura.

 

Sulla base di questi elementi il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha inserito, tra i settori che beneficiano del sostegno accoppiato, il comparto ovicaprino (Piano zootecnia, Misura 3 - Premio settore zootecnia ovicaprina), che peraltro ne beneficiava anche nella vecchia programmazione ai sensi dell’art 68 del Reg 73/2009.

La Misura 3 prevede due sottomisure Misura 3.1 Premio ovini e Misura 3.2 Premio agnello capi ovi-caprini IGP. La prima è finalizzata a ridurre i rischi sanitari derivanti dalla diffusione della Scrapie la seconda, in continuità con l’attuale art. 68, alla qualificazione della produzione.

La misura ha una dotazione finanziaria complessiva di 14 milioni di euro , di cui 9,5 milioni di euro sono destinati alla Misura 3.1 e 4,5 milioni di euro alla Misura 3.2.

Entrambe le Misure rischiano di penalizzare fortemente la Sardegna.

Per ciò che concerne la prima Misura, infatti, la Sardegna da anni ha avviato dei piani di selezione genetica e di lotta alla scrapie - tanto che la percentuale di arieti portatori dell’allele resistente è del 93,9% - e pertanto rischia di essere esclusa dalla Misura stessa.

In merito alla seconda Misura le previsioni ministeriali prevedono un importo unitario stimato di 8 euro/capo che già rappresenterebbe una significativa riduzione rispetto ai 13 euro attuali.

Ma il dato ministeriale è sovrastimato, infatti, sulla base delle certificazioni del 2013, in cui sono stati certificati in Italia circa 750.000 agnelli, l’importo dell’aiuto ammonterebbe a 6 euro/capo.

Se prendiamo in esame le stime per il 2014 che prevedono la certificazione di oltre 1 milione di capi certificati, l’aiuto si ridurrebbe a 4,5 euro/capo certificato.

Questo provocherebbe sicuramente una battuta d’arresto nel percorso intrapreso di valorizzazione del comparto ovi-caprino, in netto contrasto con le linee guida della PAC incentrate, infatti, su sostenibilità ambientale e sociale, sicurezza alimentare e difesa della biodiversità.

Un grave danno anche per i consumatori, che non saranno più garantiti da tracciabilità ed etichettatura delle carni e che, al contrario, vedranno riproporsi carni sconosciute, proprio mentre iniziavano ad apprezzare la sicurezza data dal marchio IGP che certifica  qualità e origine.

Inoltre, in previsione di una certificazione crescente, entro la fine della programmazione il premio potrebbe essere ridotto a pochi euro, che sicuramente non coprono i maggiori costi che l’allevatore deve sostenere con gli impegni legati alla produzione di carne di qualità che non gli sono ancora riconosciuti dal mercato, con il rischio di compromettere l’intero sistema della certificazione IGP.

E’ fondamentale, pertanto, che venga incrementata la dotazione finanziaria per la seconda Misura se non si vuole dare un colpo mortale alla filiera ovicaprina sarda.

Se oltre a questo aggiungiamo che ci potrà essere l’applicazione di possibili coefficienti di riduzione per superfici a pascolo, e, in particolare sui così detti pascoli magri, di cui la Sardegna ha una grande fetta in termini di superficie e poiché attualmente nelle simulazioni di premio, assegnato a ciascuna regione ed a ciascun comparto produttivo, il valore del pascolo è dato pari ad una unità di premio, va da se che applicando un coefficiente in diminuzione sul valore dei titoli di pascolo, ci sarebbe una diminuzione del premio totale per la Sardegna e il conseguente saldo negativo rispetto alla situazione attuale.

Sarà estremamente importante quindi non cedere sul valore dei pascoli o in alternativa, stabilire anticipatamente quale sarà il coefficiente di diminuzione, procedere al calcolo di quanto perderebbe la Sardegna e creare un meccanismo che impedisca la diminuzione di fondi.

 

 

 

 

 

 

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