Protezionismo

15 Settembre 2016 in Politiche agricole

Guidi: “Non esiste la ‘fortezza agricola europea’. Agricoltori penalizzati da accordi UE squilibrati e barriere all’export”

“Si è riaperto improvvisamente il dibattito sulle modalità della globalizzazione e sulle regole degli scambi”. Lo ha posto in evidenza il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, ricordando le conclusioni dell’avvocato generale della Corte di Giustizia di Lussemburgo che hanno messo in dubbio la validità e l’applicabilità dell’accordo UE-Marocco al territorio del Sahara ex spagnolo; quindi la ratifica odierna (14 settembre) del Parlamento europeo dell’accordo di partenariato economico tra Ue ed il gruppo degli Stati della Comunità per lo sviluppo dell’Africa australe (SADC-Southern Africa Development Community EPA State).
 
“Siamo di fronte ad intese che hanno delle conseguenze rilevantissime per i nostri agricoltori – ha osservato Guidi -. In particolare l’accordo di partenariato economico tra Ue e SADC rischia di determinare una ulteriore penalizzazione per i nostri prodotti agricoli, in particolare per alcuni di essi (come gli agrumi) essenziali per taluni distretti produttivi. Abbiamo sempre chiesto alle istituzioni ed alla politica di valutare con oculatezza decisioni come queste. La globalizzazione e l’incremento degli scambi vanno governate con scelte lungimiranti, che devono essere un buon affare per tutti”.
 
Confagricoltura ha analizzato i dati del  WTO ed ha valutato la top ten dei Paesi che applicano dazi in agricoltura (v. tabella). l’Unione europea è ben staccata, con dazi medi del 12,2%, ma superata di gran lunga da Paesi come Tunisia e Marocco che hanno un livello di dazi più che doppio (rispettivamente 24,7% e 27,4%), e poi ancora India (33,4%), Turchia (42,2%) sino all’Egitto con 60,6% di dazio sui prodotti agricoli.
 
“In questa situazione non possiamo parlare di ‘fortezza agricola europea’ – ha concluso il presidente di Confagricoltura Mario Guidi – Per questo prima di stipulare una nuova intesa, si approfondiscano tutte le possibili conseguenze degli accordi  e si verifichino con attenzione le effettive condizioni di reciprocità tra i Paesi contraenti per arrivare davvero ad intese win-win. Per non parlare poi di virosi da n

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