Sviluppo rurale: dall'UE più flessibilità per spendere i fondi 2007-2013, ma non quella auspicata

23 Giugno 2015 in Politiche agricole

Si al trasferimento di una percentuale maggiore dei fondi non spesi da un asse all'altro (dal 3 al 5%), no alla richiesta di posticipare di 6 mesi la data ultima per l’ammissibilità delle spese 2013 (30 giugno 2016 invece del 31 dicembre 2015)

Con l'idea di rendere più agevole per gli Stati membri riuscire a spendere entro il 2015 i fondi impegnati nel 2013 nel quadro dei PSR 2007-2013, la Commissione europea ha adottato una modifica al regolamento 807/2014 che consente di trasferire una percentuale maggiore dei fondi non spesi da un asse all'altro (dal 3 al 5%) e concede un mese supplementare per notificare tali decisioni da parte degli Stati membri alla Commissione (la scadenza per tale comunicazione è ora fissata al 30 settembre 2015).
Non ha invece avuto il necessario sostegno, ed ha incassato la chiusura netta da parte della Commissione UE, la richiesta, avanzata in prima battuta dalla Bulgaria in occasione del Consiglio Agricoltura UE dello scorso 16 giugno, di posticipare di 6 mesi la data ultima per l’ammissibilità delle spese 2013 (30 giugno 2016 invece del 31 dicembre 2015). Per quanto riguarda, invece, lo stato dell’arte dell’approvazione dei PSR italiani ancora in corso di valutazione a Bruxelles, entro l’estate (metà luglio), è prevista l’approvazione formale dei piani di Umbria, Lombardia, Molise e Marche, mentre per la maggioranza degli altri se ne riparlerà a settembre.

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