Vino: bozza DM trasferibilità diritti.

17 Febbraio 2015 in Politiche agricole

Sarà possibile acquisire i diritti di reimpianto in tutte le Regioni italiane che non avranno più la possibilità di limitarne il trasferimento

Il Consiglio dei Ministri del 10 febbraio scorso ha approvato il decreto inerente la gestione del potenziale produttivo vitivinicolo per quanto concerne la trasferibilità dei diritti e la disponibilità temporale per la trasformazione degli stessi in autorizzazione.

 Il decreto, non ancora firmato dal Ministro, è costituito da tre articoli.

 Con il primo articolo, di fatto, l’Italia si avvale della proroga prevista nel Reg. 1308/2013 che consente di portare al 31 dicembre 2020 il termine ultimo previsto per presentare la domanda di conversione in autorizzazioni  dei diritti detenuti dai produttori. I termini e le modalità per avanzare richiesta di conversione dei diritti in autorizzazione ancora non sono stati definiti in quanto non è stato terminato l’iter di approvazione dell’atto delegato e dell’atto di esecuzione.

 Il secondo articolo specifica che l’autorizzazione originata dalla conversione di un diritto ha la stessa validità del diritto che l’ha generata e che quindi può scadere al più tardi fino al 2023.

 L’ultimo articolo abroga la disposizione del DM 27 luglio 2000 che consentiva alle Regioni e Provincie autonome di limitare l’esercizio del diritto di reimpianto “in particolari situazioni locali, ad ambiti territoriali omogenei e limitati al fine di tutelare le viticolture di qualita' e salvaguardare gli ambienti orograficamente difficili” (art. 4, comma 6 lettera b). Con tale provvedimento, dunque, sarà possibile acquisire i diritti di reimpianto in tutte le Regioni italiane che non avranno più la possibilità di limitarne il trasferimento.

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